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FERMO - Un altro consiglio deserto. L’amministrazione fermana è un guscio vuoto

FERMO - Un altro consiglio comunale andato a vuoto per mancanza di numero legale. Assenti tanti, troppi consiglieri di destra e di sinistra, con una sola piccola differenza: alcuni consiglieri di “destra” erano presenti nella stanza del consiglio, ma hanno aspettato fuori dal limite che divide il luogo del pubblico dall’aula vera e propria, poi, al momento della dichiarazione di nullità della seduta, sono entrati a parlare tra di loro. Assenti anche il sindaco Di Ruscio e il presidente del consiglio Raccichini.

Qualcuno, spinto da un “impeto di legalità”, ha addirittura fatto pressioni perché si facesse l’appello alle ore 19,30 precise. Pensate che correttezza!

Ma questa è una storia a cui la città di Fermo è ormai abituata, tanto è frequente l’applicazione della “tecnica dell’assenza” per dimostrare un conflitto interno ormai insanabile, per far sentire i muscoli, per stabilire rapporti di forza e per attuare ricatti di potere con modalità infantili. Senza il benché minimo senso di vergogna.

Qualcuno dal pubblico ha urlato “Buffoni!” ed un consigliere (uno di quelli che avevano assicurato la presenza) si è risentito. “Prendetevela con quelli assenti!”

Certo, costui ha ragione. Però resta la consapevolezza che questi, presunti rappresentanti del popolo, non sono altro che traditori del loro mandato e traditori dei cittadini che li hanno eletti.

Uno spettacolo ignobile per cui, crediamo, i giocatori di questa farsa dovrebbero essere deferiti ad “un’autorità superiore”, se esistesse e dovrebbero essere cacciati, dopo essere stati “messi alla gogna”.

Essi si comportano come degli insulsi signorotti del castello i quali sono convinti che la “cosa pubblica” sia “cosa loro”. Questi credono che un tale spregevole modo di comportarsi significhi “fare politica”.

L’unico obiettivo che hanno raggiunto, invece, è quello di dimostrare che Fermo è ferma, immobilizzata, incapace di parlare e di decidere.

Dunque, l’amministrazione fermana è un guscio vuoto.

In sintesi: uno spettacolo penoso.

Sadia Zampaloni