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FERMO - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - “Motodromo sì, Motodromo no” – Il Parere del CITASFE

luglio 26th, 2010
FERMO - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - “Motodromo sì, Motodromo no” – Il Parere del CITASFE

FERMO - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - “Motodromo sì, Motodromo no” – Il Parere del CITASFE

FERMO - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Riceviamo e pubblichiamo il testo integrale del comunicato stampa del CITASFE su di un argomento che in questi giorni è particolarmente sentito: la possibile realizzazione di un motodromo in zona San Marco alle Paludi.

Il CITASFE, per chi non ne avesse mai sentito parlare, è quel Comitato di cittadini molto attivo da più di tre anni, che si sta occupando delle varie centrali a biomasse, inceneritori ed altro, che vorrebbero far nascere nella nostra zona.

Ora ha deciso di prendere una posizione anche sull’eventuale motodromo nel comune di Fermo, non tanto per dichiararsi favorevole o contrario al progetto, quanto piuttosto per cercare di fare chiarezza. A questo scopo, il CITASFE propone degli elementi conoscitivi e degli stimoli di riflessione che non vanno certo sottovalutati. 

I “neretti” del testo sono della redazione.

<<  Motodromo sì, Motodromo no – Il Parere del CITASFE

Il partito favorevole al motodromo è stato assai presente nella cronaca degli ultimi giorni, senza però mai fare quello che da tempo avrebbe dovuto : confutare i sospetti espressi fin dal primo momento anche sulla stampa circa l’ipotesi di un progetto bluff. Secondo tale sospetto il motodromo servirebbe ad iniziare la cementificazione di un’area di cui oggi sarebbe scandaloso proporre la lottizzazione a beneficio della speculazione edilizia : ma una volta constatata la mancata remuneratività dell’impresa del motodromo fermano, già accertata da tempo per gli altri motodromi nazionali, l’area sarebbe convertita in edificabile col pretesto di recuperare ad un qualche uso le strutture già edificate (stimate in circa 220 mila metri cubi, che equivalgono circa alla cubatura di mille e cento appartamenti di 70 metri quadri). A quel punto la speculazione edilizia avrebbe comunque il suo ricco piatto con un danno ambientale spaventoso (si tratta di un’area fluviale prossima alla foce del fiume Tenna e ricca di reperti storico-archeologici).

A pensar male, si usa dire, si fa peccato, ma per lo più ci si azzecca. Per dimostrare che almeno questa volta non ci si è azzeccato, i fautori del motodromo dovrebbero esibire, cifre e dati alla mano, il progetto economico-finanziario dell’impresa corredato dei bilanci dei motodromi già esistenti in Italia (bilanci assai magri o meglio fallimentari nonostante il Valentino Rossi nazionale).

In attesa di avere questo davvero ostico materiale, senza il quale i peggiori sospetti si tramuterebbero in quasi certezze, si propongono a tutti i cittadini appena responsabili i seguenti punti su cui meditare seriamente:

a) il territorio marchigiano ha subìto negli ultimi 15 anni una cementificazione tra le più intense del paese; dapprima le nuove aree residenziali, poi le zone industriali, quindi nuove strade, anzi superstrade con svincoli annessi, centri commerciali ingombranti, e oggi si va avanti con i motodromi e domani chissà che altro partorirà la fantasia del partito del cemento. Sarà mai posto un termine a questo continuo processo di divoramento di terreno agricolo o si ha in mente di ridurre la nostra regione ad un disumano ininterrotto agglomerato urbano, come peraltro è già diventata la costa ?

b) La vocazione naturale del territorio fermano non è quella di ricreare in loco le strutture delle megalopoli. Si tratta invece di offrire agli abitanti stressati delle grandi città industriali un’aria ossigenata dal verde anziché i gas di scarico dei motori da corsa, la tranquillità di valli non del tutto deturpate invece del frastuono dei convulsi centri urbani intasati dal traffico, in definitiva quel fascino di una terra ancora a misura d’uomo che altrove è stato per lo più cancellato e che qui è possibile conservare non come elemento nostalgico di un’epoca lontana, ma come opportunità economicamente attuale, già motivo di attrattiva per moltissimi italiani e stranieri che si insediano temporaneamente o definitivamente in queste zone. Questo fascino si può addirittura incrementare più che con le piste da corsa, con un sistema integrato per il turismo che preveda piste ciclopedonali itineranti complete di servizi di ristorazione e di alloggio; in esse potrebbero trovare la loro giusta collocazione gli agriturismi locali e con essi la produzione agricola di qualità tipica della zona potrebbe incrementare il suo sbocco commerciale. Se di qualche pista c’è bisogno nella zona, non è quella per ospitare i divi del motociclismo, ma i più comuni mortali che arrivano qua per godersi aria, paesaggio e buon cibo ancor meglio se durante una bella passeggiata o pedalata.

c) Nello specifico il progetto del motodromo è fatto calare in una zona fluviale d’interesse naturalistico, ove insistono già due parchi realizzati sulle sponde del fiume Tenna. Invece di procedere in una valorizzazione di questo tipo, si profilano progetti di tutt’altra natura, come quelli già annunciati di un depuratore dimensionato per centomila abitanti o lo svincolo autostradale di Porto S.Elpidio. Il motodromo sarebbe allora il colpo di grazia per un ambiente che al contrario oggi offrirebbe eccezionali opportunità per quella green economy di cui tutti si riempiono la bocca solo perché è di moda, ma che pochi riescono a tradurre in atti concreti e positivi.

I punti anzidetti sono largamente condivisi da tutte le associazioni ambientaliste e dalla gente del territorio interessato. Ci si chiede quanto siano rappresentativi quei pochi politici che con gran rumore sostengono il progetto del motodromo; e si ha ragione di credere che il loro accanimento in tale progetto abbia l’esito scontato della costituzione dell’ennesimo comitato di cittadini che si opporrà alle assurde scelte dei loro amministratori.

Nel frattempo il C.I.T.A.S.FE. ritiene opportuno che i cittadini fermani conoscano bene il luogo del loro Comune che dovrebbe subire l’impatto della discussa opera e si rendano ben conto delle risorse paesaggistiche, naturali ed agricole su cui si abbatterebbe lo scempio dei 220 mila metri cubi di cemento messi già in conto.

A questo fine sarà organizzata una grande festa popolare nei pressi della zona interessata come occasione di incontro e approfondimento della questione. A breve sarà data notizia dei dettagli dell’iniziativa popolare messa in cantiere.

Per il CITASFE, il Presidente Elmo Tappatà >>